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FILARIOSI CARDIOPOLMONARE di Maria Lentini

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Patogenesi
Da quando la filaria arriva nei nostri animali devono passare 6-8 mesi prima che il parassita diventi adulto e si localizzi nelle arterie polmonari.

In questi primi mesi dell'infestazione il parassita non causa grossi danni, diventa invece patogeno quando diventa adulto.

Le filarie sono dei lunghi vermi e possono anche essere molto numerosi in un singolo animale: sono quindi di ostacolo al flusso di sangue e causano una progressiva insufficienza cardiaca destra con conseguente ascite (accumulo di liquidi in addome).

I parassiti inoltre rilasciano delle sostanze tossiche che infiammano il polmone provocando tosse.

Nella fase finale della patologia si ha la "sindrome della vena cava" così chiamata perchè si credeva, erroneamente, che coinvolgesse questo importante vaso che dal fegato arriva al cuore. In realtà si tratta di un improvviso aumento della pressione nelle arterie polmonari e una riduzione del sangue che il cuore sinistro spinge in circolo (gittata cardiaca).
Il violento sbattere dei parassiti con i globuli rossi a causa dell'alta pressione provoca emolisi (rottura dei globuli rossi con liberazione di emoglobina in essi contenuta) con emoglobinuria (emoglobina nelle urine).
E' una condizione estremamente grave che, se non risolta chirurgicamente in tempi brevissimi, porta l'animale a morte in poche ore o pochi giorni.

Anche le microfilarie prodotte dai parassiti adulti che si riproducono possono essere patogene: scatenano una reazione immunitaria da parte dei nostri animali che producono così molti aticorpi diretti contro le microfilarie.
Questi anticorpi non sono però efficaci contro le larve, ma anzi causano la formazione di immunocomplessi (unione delle larve con i parassiti) che danneggiano i reni che dovrebbero filtrarli.

Ma le filarie non causano gravi danni solo da vive, anche quando muoiono sono estremamente pericolose: vengono spinte dal flusso di sangue nel polmone causando emboli.