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EMOBARTONELLOSI di Maria Lentini

In breve

Emobartonellosi

Il parassita

Chi è

La malattia

Epidemiologia
Patogenesi
Sintomi
Diagnosi

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AnimalWeb > Home > Veterinaria > Emobartonellosi > Patogenesi
Patogenesi
I gatti si ammalano di emobartonellosi principalmente attraverso il morso delle pulci o, più raramente di altri parassiti ematofagi.

Tuttavia il contagio è possibile anche in caso di scambio di sangue con un micio infetto o, per un gattino, dalla madre infetta.

Riassumendo quindi, i gatti possono contrarre Haemobartonella felis:

  • attraverso le pulci
  • durante la gravidanza, per via transplacentare (il parassita attraversa la placenta e passa da mamma gatta a gattino)
  • durante il parto per contatto di sangue della madre infetta col sangue del gattino
  • durante l'allattamento
  • a causa di trasfusioni di sangue infetto

Le prime due o tre settimane dall'infezione sono asintomatiche: il gatto sta apparentemente bene.

Alcuni gatti riescono a rimanere in questa fase per molto tempo, anche per tutta la vita: nonostante si siano infestati con Haemobartonella felis non manifestano alcun problema. Sono per questo detti portatori sani.

Bisogna fare attenzione a questi gatti: è sempre consigliabile, prima di fare una trasfusione, assicurarsi, con appositi esami, che il donatore, anche se apparentemente sano, non sia in realtà un portatore.

La maggior parte dei gatti però non rimane asintomatica e, presto o tardi, svilupperà la malattia. A volte è necessario un fattore stressante, come  una malattia o un intervento chirurgico.

L'emobartonellosi inizia con una fase acuta caratterizzata da una grave anemia (diminuzione dei globuli rossi) che può anche portare a morte il gatto. I parassiti infatti si legano alla membrana dei globuli rossi, danneggiandoli e rendendoli così soggetti all'azione della milza che li distrugge.

Se l'animale non muore durante la fase acuta inizia la fase di guarigione nella quale i globuli rossi non vengono più alterati ed Haemobartonella felis viene imprigionato nella milza, senza tuttavia venire eliminato del tutto.

Nonostante il gatto cominci a stare meglio e  l'anemia a risolversi, il parassita è quindi ancora presente e può rimanere anche per anni. Fattori stressanti possono quindi causare un calo delle difese immunitarie del micio e una conseguente ricomparsa della fase acuta della malattia.

Inoltre quando il gatto è ancora infetto (ha ancora, nella milza, Haemobartonella felis), anche se apparentemente sta bene è comunque un portatore e può quindi infettare altri gatti.