| I gatti si ammalano di emobartonellosi
principalmente attraverso il morso delle pulci o, più raramente di altri
parassiti ematofagi. Tuttavia il contagio è possibile anche in caso di
scambio di sangue con un micio infetto o, per un gattino, dalla madre
infetta.
Riassumendo quindi, i gatti possono contrarre Haemobartonella felis:
- attraverso le pulci
- durante la gravidanza, per via transplacentare (il parassita
attraversa la placenta e passa da mamma gatta a gattino)
- durante il parto per contatto di sangue della madre infetta col
sangue del gattino
- durante l'allattamento
- a causa di trasfusioni di sangue infetto
Le prime due o tre settimane dall'infezione sono asintomatiche: il
gatto sta apparentemente bene.
Alcuni gatti riescono a rimanere in questa fase per molto tempo, anche
per tutta la vita: nonostante si siano infestati con Haemobartonella
felis non manifestano alcun problema. Sono per questo detti
portatori sani.
Bisogna fare attenzione a questi gatti: è sempre consigliabile, prima
di fare una trasfusione, assicurarsi, con appositi esami, che il
donatore, anche se apparentemente sano, non sia in realtà un portatore.
La maggior parte dei gatti però non rimane asintomatica e, presto o
tardi, svilupperà la malattia. A volte è necessario un fattore
stressante, come una malattia o un intervento chirurgico.
L'emobartonellosi inizia con una fase acuta caratterizzata da
una grave anemia (diminuzione dei globuli rossi) che può anche
portare a morte il gatto. I parassiti infatti si legano alla membrana dei
globuli rossi, danneggiandoli e rendendoli così soggetti all'azione della
milza che li distrugge.
Se l'animale non muore durante la fase acuta inizia la fase di
guarigione nella quale i globuli rossi non vengono più alterati ed
Haemobartonella felis viene imprigionato nella milza, senza tuttavia
venire eliminato del tutto.
Nonostante il gatto cominci a stare meglio e l'anemia a
risolversi, il parassita è quindi ancora presente e può rimanere
anche per anni. Fattori stressanti possono quindi causare un calo delle
difese immunitarie del micio e una conseguente ricomparsa della fase
acuta della malattia.
Inoltre quando il gatto è ancora infetto (ha ancora, nella milza,
Haemobartonella felis), anche se apparentemente sta bene è comunque un
portatore e può quindi infettare altri gatti. |