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EMOBARTONELLOSI di Maria Lentini

In breve

Emobartonellosi

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AnimalWeb > Home > Veterinaria > Emobartonellosi > Terapia medica
Terapia medica
La terapia per l'emobartonellosi è a base di antibiotici: tetracicline o chinolonici.

Si riesce così a controllare i sintomi e a ridurre l'anemia, ma non a distruggere definitivamente Haemobartonella felis che rimane nell'organismo del micio anche se, temporaneamente, senza dare danni.

Il gatto sarà quindi apparentemente guarito, ma rimarrà un portatore e potrà sempre essere soggetto a ricadute: eventi stressanti (malattie, gravidanza, interventi chirurgici,...) faranno "risvegliare" il parassita e quindi riammalare il micio.

Alcuni gatti poi non rispondono nemmeno al trattamento e, nonostante gli antibiotici, non riescono a superare l'anemia ed il loro ematocrito (percentuale del volume dei globuli rossi sul volume totale del sangue) continua a rimanere basso.

Questi gatti sono di solito mici molto giovani, anziani o con altre malattie (per esempio la FeLV).  Per loro la guarigione può essere molto difficile e l'emobartonellosi può anche risultare fatale.

Per la stessa ragione i gatti infetti con Haemobartonella felis dovrebbero essere tenuti in casa, anche se apparentemente guariti. Questo per evitare che uscendo possano contrarre malattie immunodepressanti, come FeLV e FIV, e quindi avere delle gravi ricadute. Ricordiamo che anche se il micio guarisce, il parassita non viene eliminato!!

Durante la terapia con gli antibiotici va controllato l'ematocrito (esame del sangue) per assicurarsi che il micio stia rispondendo alla terapia.

Inoltre, se l'ematocrito è inferiore al 15% è necessario effettuare una trasfusione, assicurandosi di trovare un donatore sano!