| La sola visita generale non è sufficiente
per fare diagnosi certa di emobartonellosi, anche se lo stile di vita del
gatto (vita all'aperto e senza antipulci) e le mucose chiare possono
cominciare a dare indizi importanti. Il primo passo sarà quindi quello
di effettuare un esame del sangue (emocromocitometrico) che ci
rivelerà con certezza la presenta di una grave anemia.
Il volume dei globuli rossi rispetto a tutto il volume del sangue (ematocrito)
(il sangue è costituito oltre che da globuli rossi anche da globuli
bianchi, piastrine, proteine,...) appare molto diminuito: valori
normali si aggirano attorno al 37%, ma in caso di anemia da
emobartonellosi si può scendere addirittura sotto il 15% rendendo
necessaria una trasfusione.
Il midollo rosso, deputato alla formazione di nuovi globuli rossi,
cercherà quindi di compensare la grave anemia aumentando al massimo delle
sue possibilità la formazione di nuovi globuli rossi. La situazione è
talmente urgente che il midollo, per fare più in fretta, rilascerà nel
sangue i globuli rossi ancora non completamente finiti (immaturi), che
vengono detti reticolociti. Nell'esame del sangue i reticolociti,
normalmente assenti, o quasi, appariranno molto aumentati, segno
che il midollo sta reagendo per cercare di compensare l'anemia.
Dall'esame del sangue possiamo quindi avere la certezza che il nostro
micio ha una grave anemia rigenerativa (il midollo lavora cioè per
compensare la perdita di globuli rossi), segnalata da:
- basso ematocrito
- alto numero di reticolociti
Tuttavia questo non è ancora sufficiente per avere una diagnosi,
perchè l'emobartonellosi non è l'unica malattia che causa anemia
rigenerativa.
La diagnosi certa può quindi essere fatta in due modi:
- Esame parassitologico diretto: consiste nel vedere le
Haemobartonella felis attaccate ai globuli rossi. La tecnica è molto
semplice: si preleva una goccia di sangue, si striscia un vetrino, lo
si colora e lo si guarda al microscopio.
Tuttavia, anche se il micio è infetto, non sempre si riesce a
vedere il parassita al microscopio, quindi, mentre un positivo (vedo
Haemobartonella felis) è sempre sicuro e mi da la certezza che il
micio sia infetto, un negativo (non vedo Haemobartonella felis)
non mi assicura che il micio sia sano: semplicemente potrei non aver
preso la goccia di sangue giusta! Solo nel 40% dei casi riesco a vedere
il parassita, nel 60% dei casi invece, nonostante il parassita sia
presente, nonriesco a vederlo (falsi negativi) Visto il costo basso di questa tecnica conviene comunque fare un tentativo
e, se dovesse risultare negativo, valutare allora la possibilità di
utilizzare un esame più sensibile.
- PCR: è in assoluto il metodo più sicuro per diagnosticare l'emobartonellosi,
anche negli animali sani, ma portatori (quei gatti cioè che non hanno
sintomi ma che hanno Haemobartonella felis).
Consiste nella ricerca del DNA del parassita nel sangue del micio,
è quindi sufficiente un semplice prelievo di sangue.
E' un'ottima tecnica che da risultati attendibili sia in caso di negativi, sia in caso di positivi.
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