Agli inizi del 1900 l'Angora rischiava l'estinzione persino nella sua patria di origine, tant'è che il governo Turco nel 1917
cominciò un programma di allevamento dei soli esemplari bianchi negli zoo di Istanbul (ora chiuso) ed Ankara. Gli zoo tennero (e quello d'Ankara lo fa ancora)
i registri di tutti i gatti nati. Nel 1930 la razza fu dichiarata patrimonio nazionale e vennero messe in atto delle restrizioni all'importazione.
L'Angora Turco sopravvisse in Germania, dove nasce la prima associazione per la protezione e l'allevamento dell'Angora (1. Deutscher Angorakatzen-Shultz-and
Zuchtverein), che da inizio alle esposizioni ed ai registri d'origine tedeschi (1922). Purtroppo neppure questo ceppo non è arrivato a noi, presumibilmente per
via della seconda guerra mondiale. Entro gli anni '50 non ci fu più traccia nel mondo occidentale dell'Angora.
Negli anni '60 l'amore per l'Angora rinacque in Inghilterra, dove si cercò di ricreare questo splendido animale, selezionando gli esemplari bianchi a pelo
lungo nati da genitori Orientali. Questi Angora ricreati mostravano (e mostrano) le loro origini orientali nella forma decisamente cuneiforme del muso e nella
posizione delle orecchie. Per molti anni questa razza (ora nota Orientale a pelo lungo) fu chiamata a sua volta
Angora o Angora Inglese, creando non poca
confusione. Pressochè contemporaneamente signori Grant, in viaggio in Turchia, si innamorarono di questi splendidi mici nello zoo di Ankara e ottennero il
permesso dal governo turco di importare una coppia di Angora bianchi negli USA. Yildiz e Yildizick, comoscome Mavis e Yaman che li seguirono, sono alla base
dei nostri gatti attuali. La razza fu riconosciuta ufficialmente in America nel 1973, e le varietà colorate vennero accettate nel 1978.
La CFA dopo aver riconosciuto la razza, non iscrisse gatti non provenienti dallo zoo di Ankara. Purtroppo negli anni novanta il Governo turco inasprì di
molto la protezione e i limiti all'esportazione degli Angora Turco dal suo zoo. Fortunatamente alcuni gatti furono importati in Russia da Istanbul, e alcuno
allevatori europei importarono (e importano) gatti da allevatori privati turchi. Questo ha consentito di ampliare il numero di gatti disponibili, rispetto al
ristrettissimo gruppo iniziale, mantenendo sana e forte la razza. |