I primi Angora Turco arrivarono in Europa agli
inizi del '600 come preziosi regali alle famiglie reali francesi e inglesi da parte dei sultani turchi.
Poco dopo il naturalista e viaggiatore italiano Pietro della Valle si
innamorò i questi gatti in Turchia (come testimoniato dalle infervorate descrizioni contenute nelle sue lettere ai famigliari) e ne importò
in Italia alcune coppie di questi gatti nel 1621, con l'intento di iniziare un allevamento. Purtroppo di questi gatti si sono perse completamente le tracce, tanto da far pensare che l'allevamento del Della Valle non sia mai decollato.
Il primo allevamento di Angora di cui si ha notizia certa è la magione di
Belgentier presso Tolosa, dove visse Nicolas Fabri signore di Peiresc, contemporaneo del Della Valle. Il Peiresc sostenne di essere il primo importatore di gatti d'Angora, ma
è molto probabile che egli avesse appreso l'esistenza di questa razza dal Della Valle. Dalla magione del Peiresc alla corte francese il passo fu breve, i cuccioli del de Peiresc vennero introdotti prima presso il Cardinal Richelieu, e da qui a corte.
Il 1700 fu il periodo di grande splendore dell'Angora Turco: nominato nei libri di Francois-Augustin Paradis de Moncrif e di Francois-Louis LeClerk conte di Buffon, coccolato alla corte di Luigi XV e di Luigi XVI, dipinto, scolpito e vezzeggiato. Esso si
guadagnò persino un nome scientifico proprio: felis catus angoriensis. L'Angora divenne uno
status symbol, grazie alla sua grazia e al suo carattere, e l'aristocrazia fu disposta a pagare cifre astronomiche pur di poter vantare un simile gioiello nei suoi atelier.
La storia dell'Angora e del Persiano a partire dal settecento e per de secoli sono inscindibilmente legate: lo stesso conte di Buffon, in uno dei suoi libri, afferma che l'unica differenza tra le razze fosse nel colore, il persiano era esclusivamente grigio-azzurro, colore che mancava nell'ampio spettro dei colori propri dell'angora. A conferma di ciò
nel secolo dopo (1856), Monsieur Lottin de la Val scrive infatti che i gatti d'angora erano diffusi
in tutto il Medio Oriente dall'Azerbaigian a Bagdad, anche se gli esemplari migliori sembravano trovarsi nei dintorni del lago Van. Il de la Val narra inoltre di aver visto svariati esemplari presso i personaggi
più in vista di quelle regioni: l'arcivescovo di della Turchia ne possedeva tre di vari colori,
così come il principe di Hekiars.
Nel corso del 1800 erano noti molti tipi di gatti a pelo lungo tutti russi o mediorientali: il gatto di Crimea, del Himalaya, della Persia, di Tobolsk etc. Tra tutti il
più pregiato risultava essere l'Angora, anche se non ci possibile rintracciare le differenze tra queste razze. Persino una Enciclopedia degli animali riporta l'esistenza di gatti d'Angora esclusivamente blue in Russia, attribuendo l'esclusività del colore blue alla presunta maggior resistenza di questa
varietà alle privazioni e agli stenti del viaggio di importazione e del clima russo.
 La
prima esposizione felina, al Crystal Palace (1871) di Londra segnò ancora un successo degli Angora e dei Persiani, allora identificati come la stessa razza. La stessa regina Vittoria vi acquistò due preziosi esemplari blue. L'Angora divenne ancora una volta l'animale preferito della
nobiltà e l'eco della sua fama raggiunse l'America. Cosi' i primi esemplari varcarono l'oceano e vennero importati, pagati a peso d'oro, in America.
è possibile ritrovare i nomi di questi gatti negli annali delle esposizioni feline: Napoleone il grande, nato a Fontainbleau nel 1888; Selim, un gattone smoke e bianco; Zuleika una dolcissima gattina bianca importata da Smirne; Ganhou, un micione rosso di nove anni valutato $4000!

Harrison Weir, lo stesso organizzatore della mostra al Crystal Palace, descrive anni dopo le bellezze degli Angora, e i suoi colori (il bianco, lo smoke, il blue e il rosso). Il Weir lancia anche la moda dell'Angora bianco (che ancora resiste), definendo la
varietà bianca a occhi blu, la più preziosa e pregiata, che non mostrava alcun segno di
sordità.
Pochissimo dopo la British Society determina che tutti i mici a pelo lungo
debbano essere chiamati Persiani e stabilisce per essi uno standard (1887) che
predilige quei gatti più massicci e tondeggianti che porteranno alla creazione
del Persiano moderno. è la fine dell'Angora Turco nei paesi anglosassoni.
Tutte le foto di
questa sezione sono state gentilmente fornite dalla D.ssa Alice Fontana. |