| Quando decidiamo di prendere un cane,
specie se si tratta del PRIMO cane, spesso sottovalutiamo
l'impegno a cui stiamo andando incontro. Abbiamo una visione romantica di
quello che significa avere un cane, visione che non comprende mobili
distrutti, pavimenti costellati di cacche e pipì, notti in bianco per
continui uggiolii e lamentele dei vicini. E, infondo, se avere un cane
significasse tutto questo dubito che qualcuno lo considererebbe il "migliore amico dell'uomo".
E allora dov'è l'errore?
Nella comunicazione!
Un proprietario avvilito da un cucciolo
distruttivo ed apparentemente cocciuto stenterà a credere che tutti i
suoi problemi si riducano ad una questione apparentemente così semplice,
ma è davvero così! Se non riusciamo ad ottenere dal nostro cane ciò che
desideriamo dobbiamo porci due domande:
- è in grado di fare ciò che gli chiedo? Un cucciolo troppo
piccolo, per esempio, non può ancora controllare pienamente i propri
bisogni, capiterà quindi che sporchi in casa, ma senza farlo
apposta.
- ha capito ciò che gli chiedo? E' questo, il più delle volte
il vero problema. Anche se a noi sembra di esserci spiegati benissimo,
in realtà il nostro cane non ha assolutamente capito ciò che vogliamo!
Parliamo due lingue diverse: sino a quando non impareremo a comunicare
"da cani" il nostro quattrozampe non ci capirà.
Convinti di essere stati chiari e di aver spiegato benissimo al nostro
cane ciò che vogliamo, finiremo quindi col pensare di avere un cane
disubbidiente e dispettoso per natura, un cane cocciuto che sebbene
sappia che è sbagliato continua a farlo! Dobbiamo avere l'umiltà di
fare un passo indietro e ammettere che forse le nostre tecniche
comunicative lasciano, caninamente parlando, s'intende, un po' a
desiderare. Il cane per sua natura VUOLE compiacere il padrone, se
non lo fa è perchè ancora non ha capito come fare. E, ricordiamo,
che, nonostante ci venga difficile crederlo quando rientriamo dal
lavoro e
troviamo la casa distrutta, non esistono cani dispettosi, per il
semplice fatto che i cani non hanno il concetto del bene e del male. I
cani si comportano da cani: cercano di assecondare il loro capobranco,
cioè noi. "ma lui lo sa", "ha l'aria colpevole", "va a
nascondersi"... vedremo che per ognuna di queste apparenti prove di "dispettosità"
ci sono delle valide motivazioni che nulla hanno a che fare con la
vendetta. |