| Come per tutti i problemi comportamentali,
la risoluzione dell'ansia da separazione necessita di tempo e pazienza,
ma, il più delle volte, con un po' d'impegno e senza farmaci, si da
sicurezza al cane, si salva la casa e si evitano liti con i vicini.
Tutto ciò che faremo è finalizzato a rendere il cane più indipendente
in modo che, pur mantenendo il legame col proprietario che rimane
comunque il suo punto di riferimento, il nostro cane impari a stare da
solo senza agitarsi.
Ecco cosa fare:
- insegniamo al nostro cane a non agitarsi quando usciamo: dobbiamo
desensibilizzarlo a tutte quelle azioni che normalmente facciamo
prima di uscire di casa. Di solito infatti i cani che soffrono di ansia
da separazione cominciano ad ansimare e diventare inquieti appena
capiscono che il proprietario sta per uscire e che quindi rimarranno
soli.
Quando non abbiamo affatto intenzione di uscire mettiamo il
cappotto, togliamolo, poi riprendiamo a fare ciò che stavamo
facendo, sempre ignorando il cane (non parliamogli, non tocchiamolo e
non guardiamolo). Dopo un po' mettiamo le scarpe, prendiamo
le chiavi, poi subito posiamole e riprendiamo le nostre faccende
domestiche come nulla fosse. Di nuovo mettiamo il cappello,
prendiamo la borsa, avviciniamoci alla porta e riposiamo
tutto tornando a guardare la tele come fosse la cosa più normale del
mondo.
Insomma dobbiamo fare tutte quelle azioni che tipicamente facciamo
solo prima di uscire di casa quando però non abbiamo affatto intenzione
di uscire. Il cane ormai sa benissimo che vedervi mettere il cappotto,
prendere la borsa e le chiavi significa "sto per uscire e tu rimarrai
solo" e quindi comincia ad agitarsi. Con questi esercizi, poco alla volta,
capirà che non sempre mettere il cappotto significa rimanere soli e
comincerà quindi a non prestare più molto caso a questi gesti Durante
le prime prove il cane si agiterà proprio come è solito fare prima che
usciate di casa, ma poco alla volta se sarete costanti con gli esercizi
reagirà sempre meno, sino a quando rimarrà assolutamente tranquillo.
-
al rientro a casa ignoriamo completamente il cane che,
sicuramente, ci farà delle feste esagerate, anche se non ci vede da pochi
minuti. Non parliamogli, non tocchiamolo e non guardiamolo (il contatto
visivo è per i cani molto importante e gratificante) sino a quando non
sarà COMPLETAMENTE tranquillo. Solo allora gli andremo in contro e lo
accarezzeremo complimentandoci con lui.
Può sembrare crudele ignorare un cane festoso che ci accoglie al rientro a casa,
ma è importante per due ragioni: innanzi tutto il cane deve capire che
agitandosi non otterrà alcuna attenzione dal suo amato capo e
secondariamente in questo modo sdrammatizzeremo un evento che il nostro
cane attende con eccessiva ansia: è come se gli dicessimo "si ok, sono
tornato, ma non è poi chissà quale novità: vado e torno, vado e
torno, non c'è nulla per cui agitarsi tanto". In questo modo quando sarà
da solo rimarrà più tranquillo e non vivrà nella continua ansia
dell'attesa del rientro del proprietario.
- se ha combinato dei disastri facciamo finta di nulla. Lo so, è
difficile, ma è assolutamente necessario. Lasciamo tutto così com'è
(per ora) e non sgridiamolo, ignoriamolo del tutto. Solo quando si sarà
tranquillizzato lodiamolo, chiudiamolo in un'altra stanza e, con
taaanta pazienza mettiamo a posto casa.
E' bene non farci vedere perchè deve credere che non siamo minimamente interessati
a tutto quel disordine o potrebbe dargli troppa importanza, specie
se ci sono suoi bisogni in giro. Potrebbe pensare che visto che le
piante rovesciate o i cuscini buttati per aria interessano tanto il
padrone forse sono più importanti di quanto credesse e la prossima
volta potrebbe dare loro ancora più attenzioni... distruttive! E'
altrettanto importante non punirlo. Ricordiamo che tutti questi
comportamenti sono frutto di un disagio, di un malessere profondo, di
una vera e propria ansia che il cane non riesce a controllare. Se
venisse picchiato o anche solo sgridato non potrebbe capirne il motivo
(non è in sè quando disfa casa) e vedere il padrone arrabbiato senza
ragione (dal suo punto di vista, è ovvio) non farebbe altro che
aumentare la sua ansia. I disastri si moltiplicherebbero e la
risoluzione del problema sarebbe sempre più difficile.
-
ignoriamolo completamente (non parliamogli, tocchiamolo o guardiamolo)
quando ci viene dietro per casa. Viceversa accarezziamolo, lodiamolo e
diamogli qualche succulento bocconcino quando sta tranquillo nella sua
cuccia (branda o cesta che sia).
In casi particolarmente gravi questa terapia comportamentale deve
essere associata ad una terapia farmacologica che dovrà essere
seguita da un medico veterinario comportamentista. In nessun caso si
possono ottenere risultati se non si applica con impegno e costanza la
terapia comportamentale descritta.
Già dopo la prima settimana si vedranno i primi miglioramenti e tutto
sarà più semplice e gratificante. |