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COMUNICARE COL CANE di Maria Lentini

Comunicare

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Stati d'animo

AnimalWeb > Home > Cani > Comunicare col cane > Stati d'animo
Stati d'animo
Tutti noi avremo sicuramente avuto modo di notare come i cani siano sensibili ai nostri stati d'animo che riescono a percepire attraverso le nostre espressioni, i nostri movimenti ed il nostro odore.

Spesso i cani si fanno parecchio influenzare dallo stato d'animo del padrone e si comportano di conseguenza, così se il padrone e nervoso e agitato lo sarà anche il cane, mentre se il padrone è tranquillo e sereno il cane si convincerà che non c'è nulla da temere e che può rilassarsi.

Tutto questo risulta molto importante anche ai fini dell'educazione e dell'addestramento del cane: se, ad esempio, vogliamo insegnare il richiamo al nostro cane, ma siamo nervosi e irritabili, per quanto ci sforziamo di sembrare gioiosi e amichevoli, il cane avvertirà dalla nostra mimica facciale e dal nostro odore la tensione che in realtà abbiamo addosso e sarà più sospettoso, meno disponibile a tornare da noi. Insomma insegnare qualcosa al nostro cane diventerà più difficile e magari ci capiterà di perdere la pazienza e di fare qualche errore.

Il problema è però che spesso non riusciamo a renderci conto di trasmettere al cane segnali contraddittori: gli diamo comandi in un senso, ma emotivamente gli trasmettiamo l'opposto.

Magari siamo per strada col nostro cane al guinzaglio e incontriamo un vecchio amico che non vediamo da tempo, un amico dai modi un po' bruschi, dall'aspetto imponente che si avvicina per salutarci. Il cane può, per errore, considerare l'amico come un pericolo e abbaiare e noi prontamente mettiamo il cane in obbedienza, gli diamo un *seduto* o un *no* per fargli capire che non è un pericolo e che abbiamo la situazione sotto controllo, ma siamo un po' preoccupati, non ci aspettavamo una reazione del genere e così accorciamo il guinzaglio per avvicinare il cane e sentirlo più sotto controllo, il guinzaglio si tende e questo fa preoccupare il cane che sicuramente sente la nostra tensione, capisce che c'è qualcosa che ci turba e questo aumenta anche la sua di preoccupazione: se il capobranco (padrone) è agitato ci deve essere qualcosa di pericoloso e così l'abbaio riprende, magari si fa più insistente e minaccioso.
Noi a questo punto non sappiamo più che fare, il nostro amico, un po' impaurito si è fermato a distanza di sicurezza e noi abbiamo un ringhioso e inopportuno difensore a nostro fianco, siamo sempre più agitati, tiriamo sempre di più il guinzaglio, magari cominciamo ad urlare per cercare di imporci... insomma un disastro!

Senza nemmeno accorgercene, abbiamo creato una bella confusione nella testa del nostro cane che in un primo momento, quando è stato messo in obbedienza, ha pensato che il padrone avesse la situazione sottocontrollo, ma poi il guinzaglio si è accorciato e teso e questo allarma il cane che avverte tutta la nostra preoccupazione: così anche se volevamo solo dirgli *ehi, tranquillo questo è un amico, non gli devi abbaiare* con la nostra ansia gli abbiamo detto *aiuto, questo tizio è minaccioso e ci sta mettendo in pericolo* e il cane ha pensato bene di difenderci. Poi ci siamo messi a urlare e poco importa quello che dicevamo: il guinzaglio era sempre più corto e il cane sempre più preoccupato e le urla alle sue orecchie erano solo incitamenti a continuare.

Soprattutto quando lavoriamo col nostro cane dobbiamo essere tranquilli e rilassati, concentrati su ciò che stiamo facendo, mai tesi o nervosi: se un giorno è andato tutto male, siamo stanchi e irascibili per la pessima giornata e non riusciamo a chiudere stress e tensioni fuori dal campo di addestramento, lasciamo perdere e rimandiamo al giorno dopo: non rischieremo di perdere la pazienza e fare qualche stupido errore.

Per comunicare correttamente col nostro cane dovremo quindi essere molto attenti anche ai nostri stati d'animo e capire che non è sufficiente concentrarsi su cosa vogliamo dire al cane, ma anche su come glielo diciamo e sopratutto su come il cane sta recependo i nostri comandi!