| Tutti noi avremo sicuramente avuto modo di
notare come i cani siano sensibili ai nostri stati d'animo che
riescono a percepire attraverso le nostre espressioni, i nostri movimenti
ed il nostro odore. Spesso i cani si fanno parecchio influenzare
dallo stato d'animo del padrone e si comportano di conseguenza, così se
il padrone e nervoso e agitato lo sarà anche il cane, mentre se il
padrone è tranquillo e sereno il cane si convincerà che non c'è nulla da
temere e che può rilassarsi.
Tutto questo risulta molto importante anche ai fini dell'educazione
e dell'addestramento del cane: se, ad esempio, vogliamo insegnare
il richiamo al nostro cane, ma siamo nervosi e irritabili, per quanto ci
sforziamo di sembrare gioiosi e amichevoli, il cane avvertirà dalla
nostra mimica facciale e dal nostro odore la tensione che in realtà
abbiamo addosso e sarà più sospettoso, meno disponibile a tornare da noi.
Insomma insegnare qualcosa al nostro cane diventerà più difficile e
magari ci capiterà di perdere la pazienza e di fare qualche errore.
Il problema è però che spesso non riusciamo a renderci conto di
trasmettere al cane segnali contraddittori: gli diamo comandi in
un senso, ma emotivamente gli trasmettiamo l'opposto. Magari siamo per
strada col nostro cane al guinzaglio e incontriamo un vecchio amico che
non vediamo da tempo, un amico dai modi un po' bruschi, dall'aspetto
imponente che si avvicina per salutarci. Il cane può, per errore,
considerare l'amico come un pericolo e abbaiare e noi prontamente
mettiamo il cane in obbedienza, gli diamo un *seduto* o un *no* per
fargli capire che non è un pericolo e che abbiamo la situazione sotto
controllo, ma siamo un po' preoccupati, non ci aspettavamo una reazione
del genere e così accorciamo il guinzaglio per avvicinare il cane e
sentirlo più sotto controllo, il guinzaglio si tende e questo fa
preoccupare il cane che sicuramente sente la nostra tensione, capisce che c'è qualcosa che ci turba e questo aumenta anche la
sua di preoccupazione: se il capobranco (padrone) è agitato ci deve
essere qualcosa di pericoloso e così l'abbaio riprende, magari si fa più
insistente e minaccioso. Noi a questo punto non sappiamo più che fare, il
nostro amico, un po' impaurito si è fermato a distanza di sicurezza e noi
abbiamo un ringhioso e inopportuno difensore a nostro fianco, siamo
sempre più agitati, tiriamo sempre di più il guinzaglio, magari
cominciamo ad urlare per cercare di imporci... insomma un disastro!
Senza nemmeno accorgercene, abbiamo creato una bella confusione
nella testa del nostro cane che in un primo momento, quando è stato messo
in obbedienza, ha pensato che il padrone avesse la situazione
sottocontrollo, ma poi il guinzaglio si è accorciato e teso e questo
allarma il cane che avverte tutta la nostra preoccupazione: così
anche se volevamo solo dirgli *ehi, tranquillo questo è un amico, non gli
devi abbaiare* con la nostra ansia gli abbiamo detto *aiuto, questo tizio
è minaccioso e ci sta mettendo in pericolo* e il cane ha pensato bene di
difenderci. Poi ci siamo messi a urlare e poco importa quello che
dicevamo: il guinzaglio era sempre più corto e il cane sempre più
preoccupato e le urla alle sue orecchie erano solo incitamenti a
continuare. Soprattutto quando lavoriamo col nostro cane dobbiamo
essere tranquilli e rilassati, concentrati su ciò che
stiamo facendo, mai tesi o nervosi: se un giorno è andato tutto male,
siamo stanchi e irascibili per la pessima giornata e non riusciamo a
chiudere stress e tensioni fuori dal campo di addestramento, lasciamo
perdere e rimandiamo al giorno dopo: non rischieremo di perdere la
pazienza e fare qualche stupido errore. Per comunicare correttamente
col nostro cane dovremo quindi essere molto attenti anche ai nostri stati
d'animo e capire che non è sufficiente concentrarsi su cosa vogliamo dire
al cane, ma anche su come glielo diciamo e sopratutto su come
il cane sta recependo i nostri comandi! |